Da sempre, dopo infiniti ristoranti e centinaia di cuochi conosciuti, alla domanda “Ma tu, che cosa ami davvero mangiare?” rispondo con la stessa risposta: pane e prosciutto.
Da sempre, dopo infiniti ristoranti e centinaia di cuochi conosciuti, alla domanda “Ma tu, che cosa ami davvero mangiare?” rispondo con la stessa risposta: pane e prosciutto.
Non ho mai amato davvero il pesce di lago. Lo dichiaro subito, prima ancora che questo numero di Orizzonte provi a raccontarne storia, identità, cucina e geografie. Non l’ho mai amato d’istinto, almeno non quanto il pesce di mare, con la sua sapidità immediata, la
Per passione, prima ancora che per professione, frequento ristoranti da circa trentaquattro anni. Di ogni genere, livello, stile, ambizione. Facendo una media prudente di centoventi ristoranti l’anno, e di almeno quattro piatti assaggiati ogni volta, arrivo a una memoria gastronomica che supera abbondantemente i sedicimila
Penso che la mozzarella sia l’alimento più trasversale che esista. Porta con sé un concetto quasi “politico”, con tendenze socialiste. Da quando sono nato non ho ancora incontrato nessuno che mi abbia detto: “La mozzarella? Per carità, mi fa schifo…”. Quanti prodotti possono vantare tanta universalità
Ci sono sapori che ti aspettano in silenzio, in fondo alla memoria. Quando li ritrovi capisci che ti stavano già raccontando chi saresti diventato. Da bambino, quando i miei genitori mi costringevano all’inevitabile e tedioso tour domenicale per visitare parenti e zie di cui a
Fine del secolo scorso, agosto, in viaggio per la Francia. Probabilmente fu quel mese, votato alle esagerazioni più inconfessabili, a segnare definitivamente la mia indole e a consegnarla all’asservimento enogastronomico. Dopo aver visitato in lungo e in largo la Loira, puntiamo a nord, destinazione Bretagna.
Nascere in una metropoli come Milano mi ha impedito, fino all’adolescenza, di capire veramente cosa sia la campagna. E, di conseguenza, cosa significa vivere il ritmo delle stagioni. Poi, a 16 anni, mio padre ebbe la bizzarra idea di trasferire la nostra famiglia a Foligno. Un
Un Rubesco Riserva Vigna Monticchio di Lungarotti anno 1974 ha segnato alla fine degli anni ’90 il mio personale spartiacque tra l’immaginazione e la realtà, tra la mediocrità di molti vini e l’eccellenza di quel vino.
Un Rubesco Riserva Vigna Monticchio di Lungarotti anno 1974 ha segnato alla fine degli anni ’90 il mio personale spartiacque tra l’immaginazione e la realtà, tra la mediocrità di molti vini e l’eccellenza di quel vino.
Un piccolo scrittore in erba aveva cercato di sovvertire gli equilibri del mondo, quelli che da sempre governano le cose. Quelli in cui i lupi sbranano gli agnelli, regole naturali, prive di sensibilità. La sensibilità è un bene prezioso e l’agnello è un simbolo, oltre